martedì, maggio 22, 2012

Ma che bei faccioni da c...o (a Gaddi e a Bordoli)

Cara Bordoli, non ti conosco però mi sei stata subito antipatica con quell'erre moscia. Avevi detto che se non avessi vinto, ti saresti dimessa. Bene, allora, su forza, dove sono le dimissioni?
E tu Gaddi, tronfio e narcisista. Moralmente di bassa caratura. Falso come Giuda e ipocrita. Che cosa pensavi? Che saresti diventato sindaco? Dopo quello che hai detto, quello che hai fatto.
Se hai un minimo di dignità levati di torno, dal comune, dall'opposizione. Risparmiaci le battute e il tuo faccione da bullo, da truzzo, da omofobo.
In altre parole, sparisci e portati con te i cartelloni appesi nel tuo ufficio delle tue mostre, magari la carta potrebbe servirti.
Ecco, dovevo dirlo e mi sono tolto un peso.

giovedì, aprile 19, 2012

La mesa madrilena

La mesa madrilena era completamente gialla, di terra bruciata, formata da gole, canyon e dirupi. Il cielo terso tagliava di netto la linea di terra con violenza, senza pudore. E l'intera città si adagiava nella conca. I quattro grattacieli come dita ficcate nell'azzurro chiedevano misericordia, imploravano quasi di non assistere alla meraviglia del creato. Ricordavi qualche lettura del Don Chiquotte, l'atmosfera era identica. La suggestione pure. Sentivi il fiato di Ronzinate sul collo e la passione bruciante per Dulcinea. La menzogna te lo chiedeva a gran voce. Eppure rinunciavi a prendere la metropolitana fino alla statua dell'orso. Ti bastava quella posizione privilegiata. C'era pure la neve da qualche parte nel chiarore sempre più intenso che ti accecava la retina. Forse era un baluginio non fissato. Chiudevi gli occhi, rabbrividivi, respiravi a pieni polmoni. La rabbia montava cieca, ti esplodeva nel centro della tastiera touch screen. Gli impulsi partivano dal talamo, dall'ippocampo, dalla coclea. La vertigine infinita e la stanchezza al Barajas ti colsero non appena fu inviato il messaggio. Ecco era fatto. Cosa ci voleva? Il puente aereo ti sorreggeva, certo che non avresti retto ad un'altra esplosione di collera.

Home again
Home again
One day I know
I'll feel home again
Born again
Born again
One day I know
I'll feel strong again

I left my head
Many times I've been told
All this talk will make you old
So I close my eyes
Look behind
Moving on, moving on
So I close my eyes
Look behind
Moving on

Lost again
Lost again
One day I know
I'll pass for... again
Smile again
Smile again
One day I hope
To make you smile again
I won't...

Many times I've been told
So I close my eyes
Look behind
Moving on, moving on
So I close my eyes
And the tears will clear
That I feel no fear
Then I'd feel no way
My paths...

Home again
Home again
One day I know
I'll feel home again
Home again
Home again
One day I know
I'll feel strong again

I left my head

Many times I've been told
All this talk will make you old
So I close my eyes
Look behind
Moving on, moving on
So I close my eyes
Look behind
Moving on

sabato, marzo 17, 2012

L'Eufemino d'argento a Lariosoccorso per una dose di ipocrisia

Per fortuna che ci ha pensato l'assessore a ricordare i medici che lavorano al Lariosoccorso di Erba, altrimenti non ci avrebbero nemmeno concesso una citazione se non per via indiretta durante la consegna della più alta riconoscenza civica della città. Ma dico: che costava inserire le parole medici e infermieri nella presentazione, visto che sono una presenza costante almeno da 20 anni e che la loro opera professionale è a strettissimo contatto con i volontari e dipendenti? Già ci relegano in un angolino dello sconfinato stabile di via trieste, già non ci invitano alle cene dei volontari, costava poco presentarci con la stessa e pari dignità di chi rappresenta il cuore dell'associazione? Però l'Eufemino è meritato, certo.


sabato, marzo 03, 2012

Forse è meglio un po' di midazolam

Come si fa a capire, a capire veramente, un uomo in questa condizione? Noi crediamo che la frequentazione e la forzata intimità con cui entriamo in contatto con gli infelici come Tunesi possa in qualche modo aprirci le porte verso la consapevolezza dei loro problemi. Non si deve credere che pulire il culo di qualcuno voglia dire acquisire un grado di coscienza psicologica maggiore. Il culo è culo, niente di più. Si diventa forse più disicantati, anzi, sicuramente disincantati - e non è sempre un bene -, ma la conoscenza non progredisce per niente. Si può avere a forza di buchi di culo, la nausea dell'esistenza, ma non se ne sa affatto di più. Il culo non aiuta a risolvere i perché.

Marco Venturino, Cosa sognano i pesci

giovedì, febbraio 09, 2012

Tra l'azzurro e il bianco

Come era bello il cortile teresiano con la neve e il cielo azzurro. La piazza abbagliava le torri.
Provavo una vertigine insolita mentre percorrevo il selciato sconnesso di sassolini rotondi. Di fronte, il vecchio San Matteo e da parte, l'aula magna. Mi guardavo attorno come se fosse la prima volta, mi lasciavo emozionare dalla solennità e da quel terso che puliva l'anima.
Mi ricordavo il silenzio di anfratti segreti e di vòlte troppo alte nelle chiese gotiche. San Francesco mi accoglieva con la purezza delle linee essenziali. Rigide, severe come quelle di un padre che ti guardava dall'alto della croce.
Mi perdevo in quella piazza, mi sentivo lavato nell'anima ed ero colmo di gioia. Uno sguardo mancato, un amplesso non voluto ma cercato. L'amore si misura anche dall'accettazione degli altri, dal saper richiudere le braccia appena tese. E' il donarsi incondizionatamente riprendendo il proprio spazio. Una scheggia infilatasi nella temporalità, un miglio mancante. L'amore compiuto in un gesto soltanto, nell'archetipo primordiale e l'abbandono nella consapevolezza.
Giusto in quel cortile tra corso Carlo Alberto e le poste. In un attimo lungo una vertigine che inebria e acceca fino nelle molli cieche viscere della città. E ti lascio andare.

venerdì, gennaio 13, 2012

Sexting

Il sole si spegne insensibilmente nel tracciante di luce fioca dietro le mie spalle. Il silenzio surreale e piegato dalla mestizia di un lungo e timido inverno che non vuole saperne di liberarsi. E penso al marble arch, alla primordia urbum e alle infinite tensioni di questo mondo.
La mano si appogia delicatamente sul gomito dell'amato, per risalire su, coprendo gli occhi e le palpebre. E annuso l'odore di shampo imprigionato nei capelli corti, appena tagliati.
L'abbraccio intimo nella notte e l'atavica certezza di un gesto che spazza via ogni perplessità. I tuoi polmoni fanno male, dove sei tu ora, in quel di me riprodotto centinaia di volte?
E correrò all'impazzata pur di liberarti dalla morsa del gelo che circonda la piccola cittadina di Nome. Per essere lì accanto, per donare il mio amore e soffio di una vita sgretolata. In love for ever.



amenò
Dori me interimo                    Take me to the inside
Adapare                             Absorb
Dori me                             Take me
Ameno Ameno                         Disclose disclose
Latire                              Hiding
Latiremo                            Hiding oneself
Dori me                             Take me

Second Verse

Ameno                               Disclose
Omenare imperavi ameno              Unperceived signs disclose
Dimere Dimere matiro                Tell me tell me war like
Matiremo                            Spirit martyr
Ameno                               Disclose

Omenare imperavi emulari            Emulate unperceived signs
Ameno                               Disclose
Omenare imperavi emulari            Emulate unperceived signs

Ameno                               Disclose
Ameno dore                          Disclose the silence
Ameno dori me                       Disclose take me
Ameno dori me                       Disclose take me

Ameno dom                           Disclose soldier
Dori me reo                         Take me away
Ameno dori me                       Disclose take me
Ameno dori me                       Disclose take me
Dori me am                          Take me now

Ameno                               Disclose
Ameno dore                          Disclose the silence
Ameno dori me                       Disclose take me
Ameno dori me                       Disclose take me

martedì, gennaio 03, 2012

About Amsterdam

http://youtu.be/taMIe8OtPt8
It is not growing like a tree
In bulk, doth make Man better be;
Or standing long an oak, three hundred year,
To fall a log at last, dry, bald, and sere:
A lily of a day
Is fairer far in May,
Althought it fall and die that night;
It was the plant and flower of Light,
In small proportions we just beauties see;
And in shrot measures life may perfect be.

http://youtu.be/taMIe8OtPt8